26.05.12 Pellegrinaggio a piedi da Cecilia a Maria ad Rupes
Pellegrinaggio a piedi da Cecilia a Maria ad Rupes, sabato 26 maggio alle ore 5.30 raduno davanti alla chiesa di s. Tolomeo, alle ore 7.00 s. Messa e collazione al santuario di Maria Santissima ad Rups a Castel s. Elia
GR.EST 2012
Pellegrinaggio parrocchiale Le Sette Chiese dell'apocalisse 30.04.12
LUNEDÌ 30 APRILE ISTANBUL-ROMA-NEPI
Ultimo giorno di pellegrinaggio ma non per questo meno intenso. Proprio in questa mattinata infatti abbiamo visitato uno dei luoghi più belli di questo pellegrinaggio: la chiesa di San Salvatore in Chora (in chora, cioè fuori le mura, oggi Museo Kariye). In questa chiesa abbiamo potuto ammirare i bellissimi mosaici dell’arte bizantina che “raccontano” tanti episodi della vita di Gesù e della Madonna, attingendo anche a fonti apocrife. Un favoloso ciclo di mosaici dell’arte bizantina, molto raffinati, decora le pareti e le volte di questa chiesa. Tante scene del Vangelo e anche dell’infanzia della Madonna, che danno un calore particolare a questa chiesa, che diventa narrazione iconografica e visiva di tanti momenti importanti della vita di Gesù. Tra le raffigurazioni più belle spiccano senz’altro quelle della navata centrale di Cristo e dell’Assunzione di Maria e poi il Giudizio Universale. Anche qui è stato difficile uscire, perché ogni immagine portava direttamente alla preghiera, con tanta voglia di rimanere lì.
Poi ancora in movimento per un’ultima visita della città, questa volta in traghetto. Abbiamo navigato il Bosforo e ammirato le due rive di Istanbul con i suoi tanti monumenti, di varie fogge e stili architettonici, abbiamo ammirato la tanta vegetazione e i colori bellissimi di questa città. Tra l’altro la nostra guida in questi giorni ci ha raccontato di come la vera patria dei tulipani sia proprio la Turchia; infatti Istanbul è un tripudio di aiuole fiorite proprio di bellissimi tulipani. Ancora una sorpresa da questa bellissima Terra.
Il pomeriggio siamo ripartiti per tornare alle nostre case, alle nostre famiglie, alla nostra comunità.
È stato sicuramente un viaggio impegnativo, intenso, che lascia nei nostri cuori e nelle nostre vite tanti sentimenti, tante riflessioni e tanta preghiera. Lascia certamente in noi la consapevolezza della grandezza della Chiesa, Corpo di Cristo, non solo nel senso dello spazio ma in questo caso soprattutto nel senso del tempo. La consapevolezza di essere inseriti in una storia formata da tanti tasselli, tanti percorsi, più o meno visibili, più o meno conosciuti, che hanno formato quello che noi oggi viviamo. E ognuno di noi forma parte di questa storia che noi viviamo adesso e che altri vivranno dopo.
Un ringraziamento particolare al nostro parroco, p. Janusz, che è stato sempre presente e attento per prepararci spiritualmente ad ogni luogo che abbiamo visitato. Una presenza sempre gioiosa e discreta che è stata guida e allo stesso tempo compagnia. E soprattutto ha creduto talmente tanto alle nostre doti canore da aver insistito tanto affinché cantassimo anche in latino. Un grazie con tutto il cuore!!!
E su tutto, grazie al Signore per aver premesso questo pellegrinaggio, per averci donato la Chiesa e per averci permesso di comprenderla e viverla sempre più in profondità.
Pellegrinaggio parrocchiale Le Sette Chiese dell'apocalisse 27-29.04.12
VENERDÌ 27 APRILE PERGAMO-TIATIRA
Continua il nostro pellegrinaggio con altre due delle città alle quali si rivolge la Parola di Dio nel libro dell’Apocalisse: Pergamo e Tiàtira.
Pergamo (oggi Bergama) era sede di un Asklepion, un complesso medico dedicato al dio della medicina Asclepio (Esculapio in latino). Con nostra grande meraviglia abbiamo potuto vedere che già in quel momento si praticava la musico-terapia e altre tecniche per il benessere del fisico e della mente. Veramente in questi giorni abbiamo potuto conoscere una cultura molto avanzata.
La via sacra, tutto il complesso medico, il teatro, le colonne con i capitelli di ordine composito di grande pregio…tutto bellissimo, che ci ha fatto immergere in un’altra epoca! E la biblioteca, importante perché qui erano custoditi i primi libri scritti su carta pergamena, che prende il suo nome proprio dalla città di Pergamo.
Dopo Pergamo abbiamo proseguito per Tiàtira, ultima chiesa che abbiamo visitato, anche se questo ordine che noi abbiamo seguito non corrisponde all’ordine descritto nell’Apocalisse.
Tiàtira, un po’ come era stato a Filadelfia, non conserva molti reperti. Ma questo niente toglie all’intensità e all’importanza di questo luogo per la nostra fede e per la nostra Chiesa.
Anche a Pergamo e Tiàtira il nostro parroco, p. Janusz, ha letto la Parola di Dio presa dall’Apocalisse che riguardava proprio questi luoghi e in silenzio abbiamo potuto meditare nel nostro cuore questa grande ricchezza di poter vedere e vivere i luoghi della Chiesa primitiva che hanno segnato profondamente la nostra fede.
Gli spostamenti in questa giornata sono stati molto lunghi, ma mai noiosi. Infatti, come gli altri giorni, p. Janusz ha approfittato di questi momenti per spiegare più a fondo questi brani dell’Apocalisse, per poterne meglio capire la complessa simbologia e il complesso linguaggio.
SABATO 28 APRILE BURSA-ISTANBUL
Il nostro pellegrinaggio prosegue con tappe che servono a conoscere e capire meglio un contesto culturale che, anche se sembra molto lontano da noi, ha segnato in maniera profonda la nostra vita di fede.
Per iniziare la giornata, una visita al Mausoleo Verde a Bursa, di grande suggestione decorativa. Bursa è una città molto antica situata a sud del Mar di Marmara. È stata anche capitale dell’impero ottomano, e oggi è rinomata per la sua produzione di seta e chiamata la verde Bursa per la presenza di tanti parchi.
Proseguiamo poi per una tappa molto importante: Nicea.
Abbiamo visitato la città, i resti delle mura antiche, il museo, e il punto più importante per noi, la chiesa di Santa Sofia (oggi trasformata in moschea). L’importanza di questa chiesa e di questo luogo è data dal fatto che qui è stata elaborata una parte del nostro Credo, quello che noi recitiamo ogni domenica durante la messa dopo l’omelia del sacerdote. Infatti, il Credo niceno-costantinopolitano (abbreviato a volte con Credo niceno), cioè il Credo che noi recitiamo tutte le domeniche, è stato elaborato in parte qui nel 325 d.C. durante il Concilio di Nicea e in seguito sono state apportate aggiunte con il Concilio di Costantinopoli.
La chiesa come edificio è stata trasformata in moschea, potrebbe sembrare una sconfitta. Ma quanta importanza ha nella nostra vita! Il nostro Credo, la professione di fede che noi facciamo ogni domenica!
Tutti insieme, guidati da p. Janusz, abbiamo recitato il Credo proprio in questo luogo.
Poi nel pomeriggio partenza per Istanbul, l’antica Costantinopoli, attraversando con il traghetto il Mar di Marmara.
DOMENICA 29 APRILE ISTANBUL
Eccoci arrivati ad Istanbul, l’antica Bisanzio (chiamata così fino al 330 d.C.) e poi Costantinopoli (chiamata così fino al 1930), unica città appartenente a due continenti, quello Europeo e quello Asiatico. Istanbul è una megalopoli di 15.000.000 di abitanti che si estende lungo lo stretto del Bosforo, e lungo la sponda settentrionale del Mar di Marmara. Città di grandissima tradizione storico-culturale, è stata capitale dell’impero romano d’oriente, dell’impero bizantino e dell’impero ottomano. Conosciuta anche con l'appellativo di "seconda Roma", è stata fino alla conquista ottomana nel 1453 una tra le più grandi città della cristianità. E infatti proprio qui è stato perfezionato il nostro Credo che porta proprio il nome di questa città (Credo niceo-costantinopolitano, Concilio di Costantinopoli 381 d.C.). Le bellezze da ammirare in questa città sono state veramente tante, a cominciare dalla chiesa di Santa Sofia (anche questa oggi trasformata in moschea), una costruzione imponente e di grande fascino continuando per la Moschea di Solimano il Magnifico (moschea blu). Interessante e affascinante anche la visita al Palazzo Topkapi, residenza di tanti sultani, durante la quale oltre alla struttura architettonica, abbiamo potuto ammirare l’eccezionale tesoro dei sultani.
In mezzo a tutte queste bellezze il momento della giornata più forte spiritualmente forse è stato quando siamo andati a fare visita alla Cattedrale del Santo Spirito gestita e curata dai Salesiani. Innanzitutto abbiamo potuto celebrare di nuovo una messa in una chiesa cattolica, e poi è stato bellissimo ascoltare la testimonianza di un sacerdote salesiano che risiede lì. Grande testimonianza in un ambiente difficile.
La Chiesa di oggi nata dalla storia, dalla passione e dalla testimonianza della Chiesa antica. Chiesa che può sembrare in difficoltà se si guarda il solo aspetto numerico ma che parla sempre di un grande amore per Cristo da vivere con passione e donando la propria vita anche quando le condizioni sono avverse.
Pellegrinaggio parrocchiale Le Sette Chiese dell'apocalisse 23-26.04.12
LUNEDÌ 23 APRILE NEPI-SMIRNE
Il pellegrinaggio della comunità parrocchiale di Nepi inizia proprio a Nepi con una messa celebrata da p. Janusz nella chiesa della S. Famiglia. Non è stata una messa solo per i partecipanti al pellegrinaggio ma, piuttosto, per condividere questo momento importante anche insieme a chi non è potuto venire. Questo pellegrinaggio infatti è stato importante e arricchente non solo singolarmente per chi ha partecipato, ma anche comunitariamente per tutta la parrocchia per la ricchezza spirituale che ha portato.
Dopo la messa delle 9.15 partenza per l’aeroporto con destinazione Smirne.
MARTEDÌ 24 APRILE SARDI-FILADELFIA-LAODICEA
Questa seconda giornata di pellegrinaggio è stata veramente molto ricca perché abbiamo potuto visitare 3 delle 7 chiese delle quali parla S. Giovanni Apostolo nel libro dell’Apocalisse. Chiese intese non come le intendiamo noi adesso, cioè come “edificio” nel quale noi cristiani ci riuniamo per i momenti liturgici collettivi della nostra fede e per la nostra preghiera, ma intese come comunità nelle quali si vive la fede e tutta la quotidianità. Le comunità che hanno dato vita alla Chiesa Corpo di Cristo che noi oggi viviamo!
La prima città che abbiamo visitato è stata Sardi, della quale abbiamo potuto ammirare i resti archeologici del ginnasio, della sinagoga e del Tempio di Artemide, dove p. Janusz ha celebrato una messa molto sentita e suggestiva perché proprio all’interno di una parte molto antica di quella che una volta doveva essere una chiesa cristiana.
Dopo Sardi abbiamo proseguito per Filadelfia. Di questa città è rimasto veramente poco dal punto di vista architettonico, però è stato bellissimo essere lì perché è rimasta tutta l’intensità spirituale di una comunità che è stata scelta da Dio per essere per noi, dopo 2000 anni, esempio e monito per la nostra vita spirituale, personale e comunitaria.
L’altra chiesa visitata in questa giornata è stata Laodicea. Un posto bellissimo, sia geograficamente che per i reperti rimasti che hanno perfettamente reso l’idea della grandezza e della ricchezza di questa città.
In ogni posto nel quale ci siamo fermati p. Janusz ha letto e commentato la Parola di Dio riguardante proprio quella comunità, per poterla meditare ancora più intensamente nel nostro cuore.
MERCOLEDÌ 25 APRILE PAMUKKALE-KUSADASI
Terza giornata di pellegrinaggio e la possibilità di poter “scoprire” un Paese del quale forse avevamo un’idea sbagliata: la Turchia. Un Paese molto bello dal punto di vista paesaggistico, con molto verde e con dei siti archeologici di notevole spessore e interesse. E molto ben curati e tenuti per essere messi a disposizione dei visitatori.
In questa terza giornata abbiamo visitato posti bellissimi come Hierapolis (del quale abbiamo molto apprezzato la necropoli) ed Aphrodisias, ma soprattutto il luogo del martirio di S. Filippo. E proprio qui abbiamo letto degli stralci della vita di S. Filippo e pregato tutti insieme.
Aphrodisias era una città dedicata alla dea Afrodite, e qui si studiava la medicina e la filosofia e si praticava la scultura, quindi un centro di grande interesse culturale. E soprattutto un posto dove poter ammirare le innumerevoli statue di epoca romana dedicate alla dea Afrodite. Abbiamo potuto ammirare l’odeon, il teatro, lo stadio e il bellissimo tempio di Afrodite, tutti inseriti in meraviglioso paesaggio naturale che avvolge con dolcezza e serenità sia il sito stesso che i visitatori.
La nostra guida (che ci ha accompagnato in maniera molto affettuosa ed efficiente in tutto il viaggio) ci ha poi portati a visitare un luogo molto particolare: le cascate pietrificate di Pamukkale. Un paesaggio unico al mondo, formato dal calcare contenuto nell’acqua termale che sgorga in quel luogo. Sembrava un luogo assolutamente irreale per la sua bellezza e particolarità.
GIOVEDÌ 26 APRILE EFESO
Probabilmente questa quarta giornata di pellegrinaggio è stata la più intensa dal punto di vista spirituale.
Abbiamo iniziato la giornata con la visita alla basilica di S. Giovanni e alla sua tomba. In realtà quello che resta dal punto di vista archeologico non è molto, ma trovarsi sulla tomba di un Santo, un Apostolo che ha vissuto con Gesù fin sotto la croce, è stato occasione per un momento di preghiera molto intenso. Ci siamo poi recati all’antica città di Efeso. Una meraviglia! Un sito archeologico di immensa ricchezza, molto grande e di notevole interesse archeologico e spirituale. Abbiamo visitato l’Agora, la via sacra, il tempio di Adriano, la biblioteca, il teatro (il più grande di tutta l’ Asia Minore).
Efeso quindi, città della quale parla S. Giovanni nell’Apocalisse ma anche città Mariana, scelta proprio da S. Giovanni per vivere e per far vivere la Vergine Maria che Gesù gli aveva affidato proprio sotto la Croce. Infatti abbiamo visitato la chiesa della Vergine Maria, sede di uno dei 7 Concili Ecumenici nel quale nel 431 d.C. è stato elaborato il dogma di Maria Madre di Dio.
E dopo questa visita siamo andati alla casa della Vergine Maria. Non ci sono molte parole per poter descrivere quello che si prova in questo luogo. Pace, serenità, emozione, voglia di non andare più via.
Una casa inserita in tanto verde, distante dal rumore, dal caos, immersa nella pace della preghiera. Abbiamo potuto celebrare lì la messa e recitato il Rosario proprio dentro la casa nella quale ha vissuto la Vergine Maria, Madre di Dio e Madre di ogni uomo, vicina ad ogni cuore come solo una mamma sa essere. C’era solo la voglia di continuare quel Rosario per ore.
15.04.2012 Festa della Divina Misericordia a Nepi
Domenica 15 Aprile, nella Chiesa del Duomo si è svolta la Festa della Divina Misericordia, istituita da Giovanni Paolo II° nell’anno giubilare del 2000.
Per la circostanza il maestoso quadro di Gesù Misericordioso è stato portato al Duomo dalla Chiesa di S. Pietro dove è normalmente esposto e dove tutti i giorni alle ore 15,00 si recita la Coroncina.
La giornata è iniziata alle ore 11,00 con la recita della coroncina seguita poi dalla S. Messa animata dal coro, per poi proseguire alle ore 15,00 con l’esposizione del Santissimo Sacramento. Padre Janusz ha parlato delle forme di devozione alla Divina Misericordia trasmesse attraverso Suor Faustina Kowalska e del fatto che nella passione, morte e risurrezione di Cristo la misericordia di Dio verso l'uomo si è rivelata con totale pienezza. Si è recitata di nuovo la Coroncina e subito dopo qualche minuto di preghiera silenziosa il tutto animato dal coro. Alle ore 16,00 è stato trasmesso un filmato che tracciava il percorso del culto della Divina Misericordia, e quindi cenni sulla vita monastica di Suor Faustina e delle visioni di Gesù, su Giovanni Paolo II° e su quanto sia stata quasi parallela la sua vita con quella della suora anche se non si sono mai incontrati. I fedeli presenti sono stati entusiasti di questa giornata, facendo ben presupporre per il prossimo anno.
Alle ore 18.30 p.Janusz ha celebrato la santa Messa della Divina Misericordia accompagnato con il coro del Pontificio Santuario di Maria Santissima Ad Rupes di Castel S. Elia.
La speranza è che il seme gettato non vada perduto ma dia frutti abbondanti
Con la celebrazione della Santa Messa in Concattedrale, presieduta dal nostro parroco Padre Janusz, il 25 marzo u.s. sono state presentate alla Comunità Parrocchiale di Nepi le giovani coppie che hanno partecipato all’itinerario di preparazione al Sacramento del Matrimonio. Erano presenti genitori, parenti ed amici che hanno pregato con loro e per loro.
Un ringraziamento particolare va a Padre Janusz che ha presenziato a tutti gli incontri come parroco e padre spirituale per i giovani.
Animatori degli incontri sono stati di volta in volta i coniugi Carletti, Selli e Soldatelli, il Dr. Di Girolamo, Padre Janusz. Un grazie a tutti!
E’ stato bello conoscere queste otto coppie perché con loro, fin dall’inizio, si è creato un rapporto sereno e sincero, un clima quasi familiare di reciproco ascolto e di fiducia. Con loro abbiamo condiviso , per un tempo breve… o lungo, la gioia e la Grazia di accompagnarli per un tratto di strada, nello stile EMMAUS: “Cosa c’è nel Vostro cuore? Perché avete il volto così scontento? Non sapevate che…?”, ed il loro cuore si è riscaldato lungo le tappe degli incontri, hanno sentito che le proposte fatte non erano una delle tante trovate pubblicitarie per vendere un prodotto o un’idea, ma un dono che viene dall’alto e che può dare una risposta piena al loro bisogno di felicità: … di un amore che duri per sempre.
Così abbiamo avuto la possibilità di comunicare loro, con semplicità ed umiltà, il lieto annuncio di Dio sull’Amore umano: l’annuncio di un amore che ha la sua radice e la sua garanzia di durata nel cuore stesso di Dio, della sua famiglia che è la Trinità ; l’annuncio di un amore che non è un “ bene privato ”, ma un “bene comune” , importante per tante persone, per una comunità che può crescere grazie a questo Amore.
La speranza è che il seme gettato non vada perduto ma dia frutti abbondanti. Lorenzo e Giuseppina Soldatelli
Abbiamo tra le mani una valigia apparentemente vuota. Ci è stata affidata per poterla riempire con tutte le nostre buone intenzioni, con tutti i nostri sentimenti, con tutte le nostre riflessioni e con tutti i nostri sogni di giovani coppie. È proprio questo che il corso prematrimoniale ci ha affidato: una valigia per ogni coppia. Inutile dire che all’inizio la lista di cose con cui riempirla è stata in pochi minuti esaurita. Ma nel corso del corso della nostra nuova vita come coppia, una attenta selezione ci aiuterà a mantenere vivo l’amore che ci ha portato a questo passo così importante.
Riflettere su ciò che una coppia è per se stessi, per la comunità e per la Chiesa è stato l’obiettivo principale del corso prematrimoniale da poco terminato. L’esperienza acquisita da Renzo e Giuseppina e la spiritualità indicata da Padre Janusz ci hanno accompagnato per 10 settimane durante le quali abbiamo come scoperto un ardore in noi che forse non sapevamo nemmeno di avere. Si sente parlare di corsi prematrimoniali che perdono per strada coppie impaurite forse dalla responsabilità che il matrimonio poggerà sulle loro spalle. La nostra voglia invece è diventata sempre più consapevolezza; quella fucina di dubbi che può rivelarsi un confronto così profondo con Dio per il futuro che ci aspetta è stata cancellata da una percorso interiore che ha fortificato le nostre radici di coppia.
La presentazione alla comunità durante la cerimonia di fine corso e quelle parole “Stiamo per sposarci” hanno condiviso con tutti la nostra volontà di riempire quella valigia con tutto l’amore, la comprensione e la fede dei quali Dio ci ha nominati testimoni. Ci attende un nuovo importante cammino. Sabrina e Francesco


















